Parole in Armonia - Il Blog
Quando si parla di Scrittura Terapeutica ci si riferisce alla capacità di questo mezzo espressivo di diventare strumento di cura e autocura per superare momenti difficili e sfidanti come malattie, lutti e traumi, ma anche nei momenti di cambiamento interiore e di evoluzione personale.
Affinché questo avvenga è però necessaria una condizione: che lo scritto, indipendentemente dalla forma che assume (poesia, racconto, autobiografia, lettera, o semplice flusso di parole), contenga riflessioni sullo stato interiore e sulle emozioni dell'autore.
È sufficiente iniziare a utilizzare la scrittura in modo sistematico come strumento terapeutico, per osservare la sua efficacia e sperimentare i benefici che apporta per il benessere personale.
Mi sono già soffermata a evidenziare i motivi che mi hanno spinta a considerare la Scrittura Terapeutica come Strumento Naturopatico e a inserirla nei percorsi per aiutare le persone a migliorare il loro benessere personale.
Ho anche illustrato la differenza che c'è nell'utilizzo della scrittura in autonomia rispetto a un contesto di gruppo, e di come la partecipazione a un Laboratorio di Scrittura Terapeutica Metodo ScarpanteⓇ consenta di arginare e limitare i potenziali effetti negativi della scrittura che erano stati individuati dallo psicologo James W. Pennebeaker (ideatore della scrittura espressiva) nel corso dei suoi studi.
E il motivo non è solo di un miglioramento del benessere dal punto di vista emotivo, psicologico e mentale, ma anche dal punto di vista fisico.
Sono stati soprattutto Pennebeaker, e la medico internista Rita Charon che hanno posto l'attenzione su come, utilizzando la scrittura e la narrazione, persino le sintomatologie fisiche possono ridursi e in alcuni casi anche alleviarsi.
Questo accade perché la Scrittura Terapeutica, così come quella Espressiva, va a narrare e a dar voce ai Nodi, come li definisce Sonia Scarpante: a quelle emozioni inespresse e ai traumi che ci portiamo dietro, consentendoci così non solo di prendere distanza da quegli stati interiori che ci preoccupano, ma anche di andare a regolarizzare disequilibri a livello biologico e fisiologico.
Rita Charon racconta alla perfezione questo processo:
“La mia paziente serbava quel segreto da una vita, aveva il cuore roso dalla paura e dalla collera. [...] Dopo che me l’ha confessato - in lacrime, con angoscia e furia -, ha cominciato a stare meglio. Ha ripreso a dormire. Ha avuto meno dolori alla schiena. Ha interrotto le benzodiazepine. Il suo cuore aveva avuto spazio per aprirsi, non era più prigioniero del non detto. [...] È necessario raccontare il dolore per sottrarsi al suo dominio.” (p.77-78, grassetto mio)
Ecco nel dettaglio i benefici che la scrittura terapeutica apporta a livello della salute e del benessere fisico, che hanno ricevuto più conferme dagli studi condotti da diverse università americane nel corso degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, e che sono stati citati da Pennebaker nel suo libro:
Abbassamento della pressione arteriosa e regolazione del battito cardiaco: dal momento che la scrittura predispone a uno stato di rilassamento questi sono degli effetti che ha in comune con le tecniche respiratorie e meditative, e che sono facilmente osservabili già dalle prime sessioni di scrittura.
Abbassamento del livello di stress: sempre per la sua funzione meditativa, la scrittura terapeutica è uno strumento molto utile per gestire il livello di Stress e abbassare la produzione degli ormoni a esso correlato come l’adrenalina e il cortisolo.
Rafforzamento del sistema immunitario: in conseguenza dei due effetti precedenti, si è osservata una diminuzione degli stati infiammatori all’interno del corpo che favorisce una migliore risposta del sistema immunitario.
Migliora la qualità e la quantità di sonno: abbassando la produzione di cortisolo e il livello di stress percepito, automaticamente migliora anche la qualità del sonno, attività importantissima per il riequilibrio dell’intero organismo.
Diminuzione del dolore: questo aspetto è stato osservato soprattutto per le patologie croniche come la fibromialgia e l’artrite reumatoide.
Come si osserva, tutti questi aspetti sono strettamente connessi e collegati tra di loro, fenomeno già abbondantemente testimoniato dalla Psiconeuroendocrinoimmunologia (P.N.E.I.), ed è lo stesso Pennebaker a spiegare questa interrelazione con la scrittura, in maniera lineare:
“In alcuni casi scrivere può condizionare i processi biologici in maniera diretta; in altri può portare benefici semplicemente modificando lo stato emotivo delle persone o le loro relazioni con gli altri. La scrittura infine può portare trasformazioni nello stile di vita[...]. In realtà, tutti e tre questi processi, biologia, stato emotivo e comportamenti salutari, interagiscono tra loro.” (p.69)
Questo non significa che la scrittura terapeutica sia una panacea, o uno strumento miracoloso, ma rappresenta un valido supporto nella prevenzione e nel miglioramento del benessere personale, facendoci ricordare in modo diretto che siamo un'unità armonica in cui corpo, mente emozioni e spirito lavorano insieme.
Un'unità che non è statica, ma cambia nel corso della vita, per questo ragionare e connettersi al proprio Senso di Sé, mantenere costante la propria Consapevolezza personale, ha effetti benefici sull'intero benessere personale.
Se vuoi iniziare a sperimentare da subito i benefici della Scrittura Terapeutica sul tuo livello di benessere e consapevolezza personale clicca sul pulsante qui in basso.
Bibliografia di Riferimento:
James W. Pennebaker, Joshua M. Smyth, Il potere della scrittura. Come mettere nero su bianco le proprie emozioni per migliorare l’equilibrio psico-fisico, Tecniche Nuove, 2017
Rita Charon, Medicina narrativa. Onorare le storie dei pazienti, Raffaello Cortina Editore, 2019