Parole in Armonia - Il Blog

Tu non sei il tuo dolore

Ormai non siamo più al punto di dover chiarire SE funziona. Anni di studi, a partire da quelli pioneristici di Pennebaker, sperimentazioni e conferme lo hanno stabilito: la Scrittura È Terapeutica.

Quello che forse voglio provare a fare è di mettere in luce, come e perché la Scrittura sia un valido strumento per il proprio Benessere Personale a livello Olistico.

Quando ho conosciuto Sonia Scarpante ero in un momento di profonda trasformazione, e mi stavo destreggiando tra confusione e lacerazione interiore, piena di dubbi e insicurezze. Ma lei mi disse: "Sono sicura che al termine di questo percorso troverai il tuo posto nel mondo".

E non si è sbagliata!

Il percorso in questione era il Master per diventare facilitatrice nella conduzione di Laboratori di Scrittura Terapeutica Metodo Scarpante.

Non voglio dilungarmi troppo sul metodo perché Sonia lo ha fatto, e continua a farlo egregiamente attraverso i suoi libri e le attività che porta avanti con l'Associazione La Cura di Sé (trovi tutti i riferimenti alla fine di questo articolo).

Quello che voglio raccontare è la mia esperienza, e di come la Scrittura mi abbia trasformata.

Normalmente, quando si inizia un percorso o un laboratorio di Scrittura Terapeutica i dubbi e le paure principali sono riconducibili a due macro categorie: 

1. Il saper scrivere

2. Condividere in Gruppo

La prima è figlia di quel retaggio giudicante che ci portiamo dietro da una scuola poco accogliente, in cui in genere vieni bollato ed etichettato fin dai primi giorni, e alla fine ti porti dietro questo mega bagaglio di aspettative esterne che ti è stato appioppato, per tutta la vita.

Ma tu non sei quelle aspettative! 

Per scrivere di te e della tua interiorità non servono doti o “talento”.

Chiunque può farlo perché non è la forma a essere importante, quanto il contenuto.

La paura della condivisione è figlia della prima, del giudizio, però declinato sul lato emotivo. Quante volte ti sarà capitato di condividere i tuoi sentimenti, la tua parte più vulnerabile e fragile, per vederla calpestata e derisa?


Grazie pedagogia nera, per tutto questo!

Ma tu non sei quella paura!

Quando ho costruito il mio primo laboratorio, quello da tirocinante, sono partita dalle persone.

Ho cercato di "sentirle" oltre quello che già conoscevo di loro, e ho creato uno spazio in cui potessero sentirsi al sicuro, in totale accoglienza e nel pieno rispetto dell'Atto Sacro (io lo considero tale) che si accingevano a compiere: Guarirsi.

La Guarigione Personale è un Processo, continuo e incessante

Quando si incontra la Scrittura Terapeutica è così. Puoi tutt’al più definire un inizio, ma non la fine, perché scrivere cambia per sempre il modo in cui ti approcci e vivi le tue emozioni.

In un gruppo di Scrittura Terapeutica Metodo Scarpante si sta in cerchio, e questo significa che anche chi facilita condivide, perché continua a stare all'interno del processo, acquisendo consapevolezze via via sempre più raffinate, ma che scaturiscono da quello spazio che è stato creato, grazie al gruppo.

Questo non significa che sarà facile.

No! La Scrittura è molto spesso dolorosa, è fatica, perché ti porta in quei posti del tuo Sé da cui si origina la guarigione, che non avviene per miracolo, ma sicuramente se li porta dietro quando decidi di metterti lì, elmetto e piccone alla mano, per scavare e trovare tutte le pietre preziose e i tesori che hai nascosto.

La Scrittura Terapeutica così come la propone Sonia Scarpante attraverso il suo metodo è una scrittura di Liberazione e di Autodeterminazione.

È una Scrittura dei Nodi, perché scioglie gli irrisolti, pacifica e riconcilia, porta Luce, Compassione e Amore in quegli anfratti in cui spesso releghiamo la nostra Essenza.

Per questo per me la Scrittura Terapeutica Metodo Scarpante è uno Strumento di Benessere Naturale e Naturopatico, perché tramite la scrittura entri in una dimensione e un processo naturale di evoluzione, consapevolezza e guarigione personale, nel pieno rispetto dei tuoi ritmi e della tua interiorità.


Ci sono scritti facilissimi, che sgorgano dalla penna e inondano il foglio come un fiume in piena. A volte con la stessa forza delle rapide ti travolge, e per questo sono fondamentali le condivisioni, perché il gruppo abbraccia e argina, contiene, fino a che l’alveo emotivo si ammorbidisce, e il fluire emotivo diventa più dolce e armonico.


E poi ci sono scritti difficilissimi, che richiedono mesi, arrivano una parola alla volta, sfuggono, perché a volte nascono da nodi talmente grandi da non poter essere compresi e vissuti con la potenza della piena, per non esserne sopraffatti. 


Anche in questo caso è il gruppo che, attraverso le letture, sostiene e inizia ad aprire piccoli varchi, spiragli, intuizioni ed inneschi che ti conducono esattamente là dove devi arrivare in quel momento.


Perché la cosa che più amo della Scrittura Terapeutica, è la sua mutevolezza, il suo adattamento continuo.

Diventa Maestra perché ti guida con pazienza e compassione.

Ma soprattutto ti lascia la possibilità di tornare, rileggere, smussare, affinare, cancellare quello che non serve, aggiungere spunti nuovi, e osservare. Le pagine sporche di inchiostro (e spesso lacrime), spalancano porte, finestre, o anche solo serrature, sulla tua emotività, dandole la giusta importanza e dignità, quella che spesso manca quando ci maltrattiamo sminuendo i nostri sentimenti.

Un processo importantissimo, soprattutto quando ci troviamo a fare i conti con dolori grandi, immensi, che richiedono elaborazioni stratificate, e che vanno affrontati a più riprese, e a poco a poco diventa chiara una cosa: Tu non sei quel dolore che hai vissuto!

Quando ne parli, quando condividi e racconti quel dolore attraverso la scrittura, non lo fai per aggrappartici ancora, ma perché è il punto di partenza da cui iniziare il distacco

E sì, ci vorrà tempo, e quasi sicuramente ti resterà un'eco, una cicatrice, perché quel dolore ha fatto parte di te e della tua vita, ma in fin dei conti, a ben pensarci, il segno che resta, che sia sulla pelle, sull'anima o sulla carta, racconta solo di quando, con coraggio hai guardato dentro a quella ferita, l'hai cauterizzata e ci hai sparso il disinfettante per accelerare la guarigione ed evitare che diventasse il principio della tua distruzione.

La penna cauterizza, il foglio disinfetta, la tua guarigione inizia qui.

Se ti piacerebbe farlo insieme, scopri quando partirà il prossimo laboratorio.

Per Approfondimenti:

  • Tutti i libri di Sonia Scarpante, ma in particolare "Non Avere Paura. Conoscersi per curarsi" (2016), e "Pensa Scrivi Vivi. Il potere della scrittura terapeutica", TS Edizioni (2022)

  • Visita il sito dell'Associazione La Cura di Sé per conoscere tutte le iniziative e i progetti in corso

Letizia Rossi

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